LE CAMPANE con Viola Lo Moro e Alma Spina
SABATO 27 SETTEMBRE (h. 16 – 19) e DOMENICA 28 SETTEMBRE (h. 10 -13) @ Terrazza La Pietra D’Argento – Via S. Michele Arcangelo 6

Le Campane. Memoria individuale per voce collettiva è un laboratorio curato da Viola Lo Moro e Alma Spina che lavora sul tempo individuale e collettivo e sulla memoria, non concetto storico, simbolico o sociale, ma azione, pratica di ripetizione, allenamento. Il laboratorio prevede questo esercizio collettivo attraverso però altri espedienti, da scoprire insieme, e una restituzione corale.
Alma Spina (Savona, 1991) è un’attivista femminista e lesbica. Si è laureata in Letterature moderne e spettacolo all’Università di Genova. Fa parte dell’Associazione culturale Alle Ortiche con la quale collabora per la rigenerazione urbana e culturale di una parte dell’ex vivaio di Genova e per la quale cura la rassegna di poesia performativa Rapsodie. Ha pubblicato due libri di poesie: Rovi (Eretica edizioni, 2018) e Corpi abitati (peQuod, 2024). Insieme al musicista Stefano Gualtieri e la videomaker Letizia Salerno Pittalis porta avanti un progetto di ricerca intorno alla poesia orale e performativa. Insieme alla poeta Viola Lo Moro ha ideato un progetto letterario e politico, divenuto laboratorio sulla memoria collettiva e individuale, Le Campane. Sue poesie sono apparse su Atelier, settepiani, rapsomag.
Viola Lo Moro (Roma, 1985) è una poeta e attivista lesbo-femminista. Laureata in letterature moderne e comparate, ha partecipato a diversi collettivi femministi e queer. È socia della libreria delle donne Tuba, a Roma, dove cura la programmazione culturale.
Ha pubblicato le raccolte di poesia Cuore Allegro (2020) e Luoghi Amati (2022), entrambe con Perrone Editore, e nel 2024 ha partecipato all’antologia Incantamenti (Vydia). Collabora con riviste letterarie e femministe come Letterate Magazine, DWF, Leggendaria e K.
Cura una sezione di dialoghi letterari per Spazio Kor ad Asti e porta in scena, insieme a Lunetta Savino, un reading su Carla Lonzi. Fa parte del collettivo artistico GROSSO SONNO VIOLA, con cui sperimenta live tra poesia, musica e disegno.
TERRONɜ A CHI?! con Claudia Fauzia
SABATO 27 SETTEMBRE H. 10:00 – 13:30 @ Giardino B&B Conte Spencer
“Terronɜ a chi?!” è un laboratorio itinerante che invita i partecipanti a riflettere sull’identità politica terrona, trasformando lo stigma storicamente associato al termine in un simbolo di orgoglio. Attraverso discussioni, attività di gruppo e momenti di condivisione, esploreremo temi come l’antimeridionalismo, la rappresentazione del Sud, e il femminismo terrone. L’obiettivo è costruire una nuova narrazione collettiva che riscopra e valorizzi la “terronaggine” come un atto di resistenza culturale e un’importante forza di cambiamento.
Claudia Fauzia è esperta in studi di genere, scrittrice e divulgatrice del femminismo terrone. Lavora come project manager, è consulente in Diversity & Inclusion e TEDx speaker. Nel 2022 è stata insignita del premio Rosa Parks per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e nel 2024 ha ricevuto il Susan Treadwell Memorial Award per gli sforzi nella difesa dei diritti delle donne in Italia.

DISEGNARE UNA CANZONE – L’arte della musicassetta illustrata con TINALS
SABATO 27 SETTEMBRE (H. 18:00) @ La Finestra Community Hub

L’illustratrice romana Nicoletta Guerrieri, per TINALS guiderà il workshop di illustrazione “Disegnare una canzone: l’arte della musicassetta illustrata”. TINALS (This Is Not A Love Song) è un’autoproduzione editoriale nata nel 2013 con la collana di cassettine illustrate, conosciute con il nome di “tinals” accompagnate dal claim “ogni cassetta una canzone d’amore illustrata”. All’interno delle confezioni di plastica delle musicassette risiede una cassetta di carta che una volta aperta sia allunga a mo’ di striscia orizzontale rivelando l’illustrazione di una canzone.
CACCIA AL FUTURO. OPERAZIONE CHIMERA – Urban game diffuso nel borgo
DOMENICA 28 SETTEMBRE H. 17:00 @ Giardini dell’Annunziata
Un “urban game” ideato dai partecipanti al percorso di co-progettazione del Chimera Fest, per coinvolgere i visitatori nella difesa del borgo di Casertavecchia, che rischia, nel 2055, di diventare un resort. Obiettivo: ricostruire il Documento della Memoria, manomesso e reso illeggibile. Attraverso enigmi, testimonianze e prove disseminate nel borgo, si recuperano le parole perdute degli abitanti, restituendo voce, storia e dignità al luogo

