NÂR (LB)

VENERDì 23 OTTOBRE H. 23:00 @ Duomo S. Michele Arcangelo


NÂR è il nome d’arte di Nadia Daou, polistrumentista, compositrice e performer libanese con base a Beirut. La sua ricerca unisce voce, elettronica analogica, oggetti trovati e strumenti autocostruiti, in particolare la Time Machine, assemblata con orologi, campane e metalli. Tra I numerosi artisti con cui ha collaborato figurano Paed Conca, Akram Hajj, Why The Eye?, Frédéric Alstadt e Vincent Moon. Con Conca ha fondato The Mad Laboratory of Anti-Matter, il cui album Study of a Dead End è uscito nel 2025.

Il live di NÂR è un esperimento sonoro costruito in tempo reale: una forma abrasiva e ipnotica in cui voce, elettronica, drum machine, oggetti e strumenti autocostruiti vengono trasformati attraverso improvvisazione, ripetizione e trance. Il suo linguaggio attraversa microtonalità mediorientali, tradizioni trance nordafricane, industrial e forme elettroniche d’avanguardia, senza stabilizzarsi in un genere. Centrale è la Time Machine, strumento creato con vecchi orologi, campane e altri oggetti metallici, che accentua la dimensione fisica e materica del suono. Dopo l’album What We Talk About: NÂR (2022), la ricerca di Daou si è ulteriormente radicalizzata, intrecciando performance, composizione e improvvisazione.

SONIC ALLIANCES (IT)

VENERDÌ 23 OTTOBRE H. 22:30 @ Duomo S. Michele Arcangelo


Sonic Alliances è un collettivo campano attivo nell’area della ricerca e dell’improvvisazione. Peppe Vietri (field recordings, percussioni, found objects), Maurizio Chiantone (contrabbasso amplificato/acustico, voce), Mario Gabola (sax esteso, feedback) e Davide Russo (fisarmonica acustica e smontata) costruiscono una musica di relazione, fondata sull’ascolto reciproco e sull’incontro fra materiali acustici, elettronici e memorie sonore.

Anti-Colonial Journey, album pubblicato nel 2025 da Viande Records e Blu’s, nasce da registrazioni realizzate tra il 2022 e il 2024 e dagli incontri di Sonic Alliances con musicisti provenienti da esperienze e territori differenti, fra cui Ken Vandermark, Christof Kurzmann, Nadia Daou e Paed Conca. Il disco prosegue una pratica fondata sull’improvvisazione, sull’interplay e sulla messa in relazione di contesti senza gerarchie di linguaggio: field recordings, rumore, elettronica, materiali acustici, frammenti melodici e memorie popolari convivono in una scrittura collettiva e mobile. Il titolo orienta questa pratica verso un orizzonte anti-coloniale, inteso come rifiuto di gerarchie prestabilite fra linguaggi, provenienze e tradizioni sonore.

TAREQ ABU SALAMEH (PS)

VENERDÌ 23 OTTOBRE H. 19:00 @ Duomo S. Michele Arcangelo


Tareq Abu Salameh (nato nel 1990 a Gerusalemme, Palestina) è un compositore e cantautore palestinese, residente a Milano (Italia) dal 2022. La sua ricerca musicale è incentrata sull’esplorazione di forme e combinazioni sonore, alla scoperta di nuove modalità espressive. Ha composto colonne sonore per numerosi film e spettacoli teatrali palestinesi, tra cui The Reports on Sarah and Saleem (2018) e By the Sea (2021). Tra il 2015 e il 2021 ha sviluppato un progetto di scrittura di canzoni in Palestina, collaborando con diversi gruppi musicali e giovani per trasformare racconti orali in brani eseguiti da lui stesso o dai gruppi coinvolti.

MAQAM X è una performance solista di Oud che opera come uno scavo modale di memoria e struttura. Il Maqam è un sistema acustico vivente e una memoria collettiva, forgiato attraverso secoli di dialogo, commercio e convergenza culturale che si estende dall’Asia centrale al Nord Africa. La performance utilizza Taqasim (come forma di improvvisazione libera) e Samai (come forma ritmica strutturata) come strumenti attivi per testare e decostruire questa eredità. Introducendo (X) come elemento sconosciuto, la performance introduce scale straniere nel mondo di Maqam. Invece di mescolare semplicemente i generi, MAQAM X modella questi suoni esterni utilizzando le regole interne, i microtoni e lo spirito della musica orientale. Il risultato è un’unica suite continua e ininterrotta che si muove con grazia dalla profonda memoria musicale alla moderna sperimentazione.

BLAK SAAGAN (IT)

SABATO 24 OTTOBRE H. 22:30 @ Chiesa dell’Annunziata


Blak Saagan è il progetto di Samuele Gottardello, compositore veneto attivo nel campo dell’elettronica sperimentale. La sua musica intreccia library music, colonne sonore psichedeliche italiane, ambient, drone, kosmische e industrial wave in forme fortemente narrative e cinematografiche. Dopo A Personal Voyage (2017) e Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo (2021), dedicato al sequestro Moro, nel 2026 pubblica per Maple Death Records Un Sequestro Lungo 10.000 Anni.

Un Sequestro Lungo 10.000 Anni è un triplo album di 108 minuti, nato dalla collaborazione con l’illustratore e graphic novelist iraniano Majid Bita. Musica, immagini e racconto costruiscono una città distopica attraversata da controllo, repressione e desiderio di liberazione. Il suono passa da pulsazioni cyber e trance meditative a library music, architetture kosmische, elettronica industriale e suggestioni mediorientali. Il disco attraversa 10.000 anni di patriarcato, monoteismo, colonialismo e capitalismo, trasformando la distopia in una riflessione sul presente. Il disco è anche la seconda uscita di “Opale”, serie di Maple Death Records e Canicola Edizioni, che mette in dialogo musica e narrazione visiva.

STEFANO COSTANZO (IT)

SABATO 24 OTTOBRE H. 21:00 @ Chiesa dell’Annunziata


Stefano Costanzo è batterista, improvvisatore e compositore con base a Napoli. Fondatore dei Tricatiempo, ha collaborato con Evan Parker, Michel Doneda, Markus Stockhausen, Elliott Sharp, Mike Cooper e Dario Deidda. È attivo nel duo Kinzelman/Costanzo con Dan Kinzelman e nei progetti Cadaver Mike, Oportet, Klippa Kloppa. Negli ultimi anni ha inoltre preso parte ad Acustica, progetto di Chiara Civello che intreccia canzone, improvvisazione ed elettronica. Nel 2025 ha pubblicato il disco Armamentario sonico di una domenica.

Nel solo di batteria Stefano Costanzo riduce il set all’essenziale e ne amplia radicalmente le possibilità sonore. Attraverso tecniche estese, oggetti e una ricerca sul timbro, la batteria perde la funzione tradizionale di accompagnamento e diventa uno spazio autonomo di costruzione: ritmo, silenzio, risonanza, attrito e colore si organizzano in tempo reale. Costanzo lavora spesso sulla mimesi di suoni elettronici e ambientali prodotti con soli mezzi acustici, creando un ascolto ambiguo e continuamente cangiante. Il suo solo sviluppa così una musica fisica e insieme visionaria, fondata su accumulazione, sottrazione, sorpresa e trasformazione del suono.

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